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trust e condominio

La Corte di Cassazione, con la sentenza 27 gennaio 2017 n. 2043, ha affermato un importante principio in materia di pignoramento di beni conferiti in trust, rilevando che “va disposta la chiusura anticipata di una procedura seguita al pignoramento di beni immobili eseguito nei confronti di un trust in persona del trustee, anziché nei confronti di quest’ultimo, visto che il trust non è un ente dotato di personalità giuridica, né di soggettività, per quanto limitata ai soli fini della trascrizione, ma un mero insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che rimane l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto”.

Già il Tribunale di Reggio Emilia Tribunale di Reggio Emilia Uff. Esecuzioni Immobiliari, ordinanza 25/3/2013, Giudice Fanticini aveva stabilito alcuni principi cardine: Il giudice dell’esecuzione immobiliare può rilevare d’ufficio l’invalidità del pignoramento quando lo stesso è rivolto nei confronti di un soggetto giuridico inesistente… Il pignoramento dei beni in trust deve essere eseguito nei confronti del trustee e non del trust, dato che il trust è un rapporto e non ha una soggettività giuridica (né sta in giudizio in persona del trustee). … La trascrizione nei registri immobiliari di atti riguardanti i beni in trust deve essere eseguita nei confronti del trustee: è invalida la formalità effettuata contro il (o a favore del) trust perché, essendo il soggetto inesistente, induce incertezza sul titolare dei beni.

Pertanto è corretta l’azione del Condominio che ha ottenuto un titolo giudiziale dichiarato esecutivo nei confronti della persona che risulta proprietaria; il soggetto legittimato dal lato passivo è il condomino, vero proprietario della unità immobiliare Cassazione n.15296./2011, 23686/2009 e altre.

Pertanto il Trust auto dichiarato dal proprietario autonominatosi trustee del Trust , non è la creazione di nuovo soggetto giuridico distinto e creato dal proprietario e il conferimento del bene nel trust   non produce effetti traslativi.

spesso nell’atto istitutivo di trust ben si legge – nelle dichiarazioni fiscali – che l’atto non ha contenuto patrimoniale, id est non vi è trasferimento di beni.

Il proprietario auto dichiaratosi trustee, rimane il soggetto giuridico titolare della proprietà e gli atti devono essere diretti e notificati nei suoi confronti.

Il Trustee non è neppure il legale rappresentante di un distinto e nuovo soggetto giuridico denominato TRUST, ma rimane il proprietario dei beni al quale viene imposto un vincolo di destinazione.

Cass n. 3456.2015 Il trust non è un ente dotato di personalità giuridica, ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che è l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto.

Altro e ben diverso argomento è l’effetto della segregazione dei beni conferiti nel Trust per un fine determinato che è l’effetto caratteristico dell’istituto del Trust.

Questo effetto della segregazione dei beni conferiti dal disponente nel trust per il raggiungimento di uno scopo, potrà essere in linea generale teoricamente opposto ai creditori del disponente nella fase di espropriazione forzata sui beni oggetto del vincolo, se il vincolo di destinazione risulta di data anteriore al pignoramento (sempre salve azioni di nullità o revocatorie da parte dei creditori).

Senonchè il proprietario nel caso de quo non può e non potrà opporre neppure la segregazione, perché il   credito del condominio è un credito nascente da obbligazione propter rem, cioè trova la sua fonte nell’immobile e segue l’immobile e non rileva che il bene sia destinato e vincolato formalmente  a soddisfare finalità altrui, che il disponente proprietario dichiara unilateralmente estranee ai propri interessi (..).

Diversamente opinando, cioè ritenere che la destinazione dell’immobile ad uno scopo o ad interessi non riconducibili del proprietario possa escludere il pagamento delle spese condominiali, varrebbe a dire che il proprietario si può sottrarre motu proprio all’obbligo di cui all’art. 1118. C.c. che trova la sua fonte nella proprietà nominale dei beni immobili e della quota   millesimale indivisa sulle parti comuni del fabbricato. Per quanto occorrer possa, nello stesso atto istitutivo del Trust   il proprietario dà atto che il Trustee ( cioè sé stesso) deve far fronte alle obbligazioni nascenti dalla gestione e quindi, conseguentemente, anche da quelle nascenti dai beni sotto il vincolo di destinazione .

In conclusione: il soggetto proprietario obbligato per i contributi condominiali è il soggetto intestatario ; il vincolo di destinazione sul bene non è opponibile al Condominio in relazione a obbligazioni propter rem, quali i contributi condominiali.

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